18 agosto 2014

La ratatouille di Remy...

No, non quella del ratto del cartone animato (film di animazione si dice adesso), la mia...
No, non proprio la mia. Quella di Kat da me interpretata (si legga "rubata")

 Procediamo con ordine, si fa per dire:
Qualche tempo fa il frigo versava. Non che sia una novità ma eravamo proprio con la verdura alla gola.
-Facciamo la ratarouille, propone Kat
Io, ingaggiato come aiutocuoco, ho tagliuzzato le verdure e sorvegliato le pentole e ...rubato la ricetta.
L'altro ieri, mi crescevano 2 ore buche nel ritmo frenetico della vita da pensionato e...
-Quasi quasi faccio una ratatouille...
Proposta approvata con entusiamo dalla regia che in quel momento  non mi voleva tra i piedi e...

Ingredienti per una ratatouille (4-6 belle porzioni ):
-2 melanzane nere lunghe e sottili di grandezza medio piccola
-3 zucchine chiare medie
-5 cipolle grandi come un'albicocca (3 viola, 1 bianca e 1 dorata)
-3 pomodori stramaturi da usare in fretta
-1 peperone e mezzo
-3 spicchi d'aglio di montagna
-3 foglie di alloro
-15 foglie di basilico (ma forse erano 12 o 18?)
- sale e olio e.v.o. qu.bi.

Ovviamente prima di qualunque altra operazione ho lavato le verdure quindi non lo specificherò ogni volta.
Per prima cosa ho messo l'aglio, schiacciato con la lama del coltello per facilitarne la sbucciatura, in un capace tegame di acciaio inossidabile (odio le pentole antiaderenti) con due cucchiai di olio, ovviamente e.v.o e non lo ripeterò più ;-)
Poi ho tagliato le melanzane a cubetti di 12 mm di lato ...circa, e le ho messe in un colapasta e abbondantemente cosparse di sale.
A questo punto ho tagliato la cipolla grossolanamente,  a pezzi grandi più o meno come quelli delle melanzane, e le ho messe nel tegame accendendo il fuoco più piccolo che avevo a disposizione (quello centrale dei 2 fuochi concentrici).
Ho tagliato a cubetti anche le zucchine, sempre stessa taglia.
Ho sbucciato i peperoni a freddo con il pelapomodori e li ho tagliati a pezzetti ed ho chiamato Kat in soccorso a pelare i pomodori a freddo, sempre con il pelapomodori. (in realtà si è offerta lei ma veniva meglio "ho chiamato Kat")
Quando la cipolla ha cominciato quasi a caramellarsi, ho spostato la casseruola su un fuoco medio alzando la fiamma e ho aggiunto i peperoni e, quando questi si sono asciugati, anche il pomodoro tagliato a pezzettoni e le foglie di alloro abbassando il fuoco dopo un paio di minuti.
A questo punto ho finalmente cominciato a friggere in pochissimo olio (un cucchiaio abbondante) e sempre in una padella di acciaio inossidabile, le zucchine che ho lasciato al dente e messe ad aspettarmi in una ciotola.
Dopo le zucchine e sempre nella stessa padella ho fritto (rosolato, cotto?) le melanzane che Kat aveva sciacquato e strizzato.
Cotte le melanzane, il pomodoro era pronto cioè non aveva più acqua. Ho aggiunto melanzane prima e zucchine poi a fuoco un po' più sostenuto.
Ho lasciato cuocere 5 minuti, ho aggiustato di sale e aggiunto il basilico spezzettato a mano.
Un minuto dopo ho coperto e spento e sono andato a bagnare l'orto.
Al ritorno la ratatouille era tiepida come piace a noi e l'abbiamo mangiata con una focaccia delle nostre. Piaciuta !
Remy

Piaciuta davvero tanto. Sarà per l'inarrivabile regolarità dei cubetti di verdura che riesce a produrre, sarà perché l'uomo usa una quantità di olio decisamente superiore a quella che metto io in padella, sarà perché quando rosola una verdura lui rosola una verdura e non si allontana un secondo a fare altro e ottiene cotture perfette, è deciso, d'ora in poi, la ratatouille tocca a lui. Decisamente.
Kat

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20 luglio 2014

Cose da giornate di pioggia

ovvero Trenette di fagiolini... con la partecipazione straordinaria di un bean slicer da 4 soldi.

Prima però, un accenno all'altro avvenimento marcante della giornata. La pioggia ha convinto la gatta n.3 - che dorme in casa da un mesetto soltanto e chiede, abbastanza freneticamente, di uscire appena fatto colazione - che si poteva stare in poltrona anche di mattina.

Dimenticavo, l'abbiamo poi chiamata Fichon,  termine infantile per Chiffon. Perché, con tutto l'affetto e il dovuto rispetto, anche ora che ha un bel pelo sano assomiglia parecchio a uno straccio da officina, soprattutto quando si abbandona in qualche angolo della stanza.
Tornando alle Trenette di Fagiolini... La giornata uggiosa si prestava ad una "meditazione", di quelle un po' spinte, ecco.  Così ho tirato fuori l'affetta fagiolini, aggeggio demenziale acquistato in uno dei miei tanti momenti di debolezza e mai usato fin'ora, per scoprire che funziona  e consente di "dare un taglio" diverso a una verdura che mi stavo stufando di mangiare in insalata e mi è venuto voglia di alternare agli spaghetti di zucchina, magari volta in versione calda.

Ovviamento ci va un po' di tempo e i fagiolini devono essere belli sodi perché sia più facile spingerli  attraverso la trafila. In riassunto, ho affettato due grosse manciate di fagiolini dell'orto, di quelli un po' cresciuti (col maltempo, è facile che "scappino"), già mondati e lavati, poi ho pelato e cubetatto due piccole patate. Ho buttato il tutto in acqua bollente salata  per una decina di minuti, il tempo che le patate risultino fondenti e i filetti di fagiolini al dente. 

Li ho messi belli caldi nelle fondine e conditi con un pesto un po' liquido.Vegano il pesto, ma ognuno farà come crede, può o deve.
Con le Trenette al pesto e fagiolini avrei usato patate un po' farinose. Mi piace che disfandosi leghino il sugo della pasta. Con le quelle di fagiolini ho preferito patate rosse da insalata che rimangono più sode.
Piaciuto! Da rifare anche quando non piove.  Magari con un coulis di peperone.
Kat

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11 maggio 2014

Cake mediterraneo vegano

C'era una volta una ricetta deliziosa, di quelle incontrate in un libro di cucina, provate, adottate e felicemente divulgate ai quattro venti. Poi venne il consiglio di non frequentare più alimenti di origine animale e la scelta di seguirlo.
La versione vegana ha richiesto un po' di prove ma questa volta mi sa che ci siamo e ve la posso raccontare, anche perché le amichette del buffet di ieri sera premono ;-)
A chi può e/o sceglie di mangiare di tutto suggerisco di provarle entrambe, magari con uova di galline libere che è meglio sia per le galline che per chi ne consuma le uova.

Per un cake formato standard ( 12x22, o giù di lì) servono :
- 210 g di farina bigia (io Farro ma andrà bene un frumento T80)
- 1 cucchiaio di semi di lino macinati (anche nel macina caffé, purché macinati) *
- 80-100 g di pinoli (o noci o mandorle spezzettate o semi di zucca, secondo gusti e disponibilità)
- 1/2 cucchiaino di sale (o un cucchiaino di brodo vegetale granulare, io Alce nero senza lievito)
- 1/2 cucchiaino di bicarbonato**
- 240 ml di latte di soja ***
- 1 cucchiaio di aceto di mele o succo di limone
- 80 g d'olio e.v.o.
- 2 cucchiai di paté di olive (non stracolmi sennò rischiate un retrogusto amaro)****
- basilico fresco a piacere o 3 cucchiaini di basilico secco e/o uno di origano o santoreggia
- Pomodori secchi sott'olio, una decina di falde
- capperi sott'aceto, tre cucchiai

*Si può farne a meno, però, in assenza di uova, aiutano a legare l'impasto pur non lasciando sapore.
** Se moltiplicate le dosi, non andate oltre un cucchiaino di bicarbonato. Non è necessario e rischia invece di produrre un orrendo sapore tra il pescioso e il saponoso.
*** Il latte di soja cagliato si può sostituire con la stessa quantità di yogurt vaccino fluido. A quel punto l'aceto non serve più. Ci pensa l'acidità dello yogurt a far reagire il bicarbonato.
**** E' quanto ho trovato di meglio per sopperire all'assenza di parmigiano ma viene buono anche senza o, se preferite, con olive tritate grossolanamente. In tal caso però, servono altri 20 g d'olio.

Accendete il forno su 180°.
Foderate la forma prescelta con carta forno. Per rendere più duttile la carta, basta appallottolarla poi lisciala con la mano, magari lievemente unta, così fate due cose in un gesto solo. Conviene preparare la teglia in anticipo perché gli impasti con solo bicarbonato e aceto non aspettano volentieri.
Misurate il latte di soja, aggiungete l'aceto e lasciate addensare.
Mettete i pomodori a sgocciolare su un piatto su un triplo strato di carta cucina e premete con altra carta per assorbire l'olio quindi tagliateli a tocchetti.
Sciacquate i capperi e strizzateli bene. Se preferite quelli sotto sale, sciacquateli meglio ancora e valutate se togliere il sale dalla lista degli ingredienti.
Mescolate, magari nell'impastatrice, la farina, il sale, i semi di lino, i pinoli (o affini), il bicarbonato e il basilico e altre erbette se secchi.
Incorporate prima il latte cagliato, poi olio e paté di olive e per finire pomodori, capperi e basilico spezzettato, se fresco.
Se usate un robot a lama anziché l'impastatrice, aggiungete pomodori e capperi all'ultimo e magari anche i pinoli,  possibilmente a mano, in modo da non sminuzzarli troppo.
Versate nella forma e infornate per 35 minuti, meglio se con forno ventilato.
Fate la prova stecchino e lasciate raffreddare su una griglia. E' migliore dopo qualche ora.

Siccome un po' si sbriciola, per un buffet sarà più gestibile se presentato a cubotti anziché a fette. Basterà versare l'impasto in una teglia grande, ottenendo quindi uno stato più sottile, da cuocersi eventualmente meno a lungo.
Una volta ben freddo, tagliatelo con un coltello da pane e sistemate i cubotti su un vassoio .
Piaciuto !
Kat

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03 maggio 2014

Vermicelli di riso orientaleggianti

Un'altra della serie "per quando mi piglia la voglia di cinese ma per un motivo o per l'altro non si può" :)



Ingredienti:
vermicelli di riso cinesi
cipolla
carota
zucchina
peperone
zenzero fresco (o in polvere)
olio evo
salsa di soia
succo di limone
semi di sesamo
sale

Fin qui gli ingredienti di base, ora gli altri, che metto (tutti o solo alcuni) secondo la disponibilità e il gusto dei commensali:
cavolo cappuccio
funghi champignons
erba cipollina
porro
coriandolo fresco
pomodorini freschi

Utensili indispensabili:
Aggeggino per trafilare le verdure (vedi qui)
Wok, o padellona capace e che si scaldi bene in modo uniforme


Iniziamo.
Mettere a scaldare nella padella un paio di cucchiai di olio con un pizzico di semi di sesamo. Spegnere e lasciar riposare, così che il sesamo insaporisca l'olio.
Trafilare con l'aggeggino zucchina e carota, affettare sottilmente tutto il resto, tranne l'erba cipollina che rimarrà intera e i pomodorini che andranno tagliati a spicchi.
Scaldare un po' d'acqua e versarla sopra i vermicelli di riso (non vanno lessati, devono stare alcuni minuti in ammollo e basta).
Riprendere la padella e quando il sesamo inizia a scoppiettare versare le verdure e farle saltare rapidamente, con un pizzichino-ino di sale e qualche goccia di succo di limone. Se le verdure sono tante, farne poche alla volta in modo che non si lessino, mettendole via via da parte in un piatto.
Finito con le verdure, scolare i vermicelli e farli asciugare bene nella padellona, con ancora un goccio d'olio e un pizzico di sesamo e salsa di soia quanta ne volete.
Unire le verdure saltate, lo zenzero, i pomodorini a spicchi, dare un'ultima mescolata a fuoco vivo e ... gnam!

(Se vi piace -a me tanto- un po' di wasabi ci sta a meraviglia!)

Patt


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26 aprile 2014

Amate ortiche

Ebbene sì, amiamo le ortiche. Le amiamo al punto da averne un cespuglietto in un angolo dell'orto, tanto coccolato quanto sfruttato. Coccolato perché gode dello stesso trattamento delle altre verdure, sfruttato perché viene cimato ogni volta che tenta di superare i venti centimetri di altezza. Così abbiamo sempre, fresche o in congelatore, cime tenere raccolte prima che diventino amare. Vero è che abbiamo selezionato la varietà piccola, urtica urens o ortica minore, più facile da tenere a bada ma altrettanto saporita di quella grande.
Amiamo le ortiche da prima che diventasse figo buttarle in padella ;-) Solo che ora, quando ne facciamo un sugo per la pasta, non aggiungiamo formaggio. La versione vegana ci è sembrata così buona (e facile) che ve la raccontiamo.
Per due persone servono :
- un paio di guanti di gomma per raccogliere le ortiche e metterle sotto l'acqua.
- un paio di manciate di cime di ortiche
- un cipollotto
- mezzo spicchio d'aglio, fresco in stagione
- due o tre cucchiai di pinoli
- olio e.v.o
- sale alle erbe

Buttate il cipollotto, lavato e affettato (anche la parte più tenera delle foglie verdi), e mezzo spicchio d'aglio in padella con un cucchiaio d'olio e lasciateli ammorbidire su fuoco basso. Intanto lavate le ortiche private di eventuali gambi. Una volta bagnate non dovrebbero pungere più. Tagliatele alle bene meglio senza strizzarle e aggiungetele in padella. Se necessario aggiungete un goccio d'acqua calda e lasciate cuocere piano per qualche minuto. Nel frattempo, tostate leggermente i pinoli. Per non bruciarli, basta metterli su fuoco basso in padella asciutta partendo da freddo e... tenerli d'occhio. Visto il costo dei pinoli...
Quando i pinoli sono pronti mettetene da parte una cucchiaiata. Frullate il resto con le verdure della padella, un altro paio di cucchiai d'olio e sale quanto vi aggrada. Se il pesto ottenuto è denso converrà allungarlo con un po' d'acqua. Versatelo nuovamente in padella ma accendete il fuoco per scaldarlo solo quando state per scolare la pasta, in modo da non cuocerlo più.
Versate in padella anche la pasta scolata, fate saltare mezzo minuto, servite cosparso con i pinoli tenuti da parte.
Piaciuto!
Kat

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22 marzo 2014

Vegan pancakes facili e veloci

Pancakes =  frittelle/crepes grandi come il palmo di una mano. Proprio grazie alle piccole dimensioni sono decisamente più facili da cuocere e girare di quelle grandi ma altrettanto facili da gustare. Siccome in padella ne stanno  3 o 4 per volta, sono anche più  veloci da fare.

Però, se l'impasto non ha le giuste proporzioni o se non ha riposato almeno 10 minuti, meglio 15-20,  è facile che si sfaldino o si spatascino o, peggio, impieghino ere geologiche a cuocere o non vogliano proprio saperne di cuocere.  Fare esperimenti con le pastelle, vegane o meno, può essere abbastanza snervante, tant'è che non sperimento MAI  a colazione sennò il nervoso sconfina nella frustrazione e finisce che mangio  qualsiasi cosa e magari proprio quelle infrequentabili.  E invece crèpes e pancakes sono alleate preziose per chi ama cucinare ma non può (o ha scelto di non) mangiare di tutto. Quelle che vi racconto oggi, pur contenendo un po' di mela, cruda questa volta, si prestano ad abbinamenti salati. Pensavo fossero solo una versione rapida delle mie "Pancakes per l'inverno", invece sono  decisamente migliori! E cuociono in un batter d'occhio. Valeva la pena sperimentare ancora ;-)

Per una decina di frittelle ho messo nel mixer :
- 250 ml di latte di soja (o altro latte vegetale preferito o acqua più un cucchiaino d'olio)
- il succo di mezzo limone
- una piccola  mela cruda (circa 75 g una volta pelata e privata del  torsolo)   
e ho frullato bene.
Ho  aggiunto :
- 100 g di fiocchi d'avena macinati fini  (3 o 4 cucchiai per volta nel macinacaffé o nel  frullatore ben asciutto)
- 20 g di fecola di mais
- 1/2 cucchiaino di sale
- 1/2 cucchiaino di bicarbonato setacciato (non aumentate la dose, basta e avanza)
e ho lasciato riposare 15 minuti buoni. Alcune pastelle non richiedono riposo però la resa è sempre migliore quando i liquidi hanno il tempo di intridere bene la farina. In questo caso il riposo è proprio necessario. A riposo completato, se la pastella risultasse molto densa converrà aggiungere altri 50 ml di latte di soja o d'acqua e dare un ulteriore frullata.
*Mela e fecola fanno le veci delle uova mentre il limone serve a far reagire il bicarbonato.
*Se si vuole o deve evitare il glutine, oltre a procurarsi ingredienti garantiti glutenfree,possono sostituire i fiocchi d'avena con 120 g di farina di Quinoa, magari integrale. Proprio con quella sono fatte le pancakes qui fotografate. Però, va detto che la quinoa conferisce una nota amarognola che, seppur lievissima, piacerà di più agli adulti che ai bambini.
*Se usate i fiocchi d'avena ricordatevi di macinarli per prima cosa, così da non trovarvi, come capita spesso a me, con il mixer già pieno di latte e i fiocchi ancora interi.

Dopo il tempo di riposo, ho scaldato una padella senza bordi a fondo spesso (nei negozi Bialetti di un qualsiasi outlet le troverete a prezzi imbattibili), l'ho strofinata velocemente con un foglio di carta cucina unto d'olio e  ho gettato sopra una goccia di pastella per verificare la temperatura. Deve rapprendersi subito. In compenso se si scurisce pressoché istantaneamente, la padella è troppo calda e scotterà il primo lato delle frittelle prima che sia ora di capovolgerle.
Ho versato tre mestolini di pastella in tre mucchietti distinti e ben distanziati.
Se le dosi e i tempi di riposo sono stati rispettati, la pastella si allarga da sola a formare frittelle di 8-10 cm di diametro spesse mezzo cm.
Dopo un paio di minuti,le ho girate con una spatola e lasciate cuocere sull'altro lato.

Per tenerle in caldo basta impilarle su un piatto posato su una pentola d'acqua bollente e coprire con un recipiente (per esempio un insalatiera di metallo, alta ma leggera quindi facile da mettere e togliere). Altro giro di straccetto unto, altro giro di pancakes fino a finire la pastella.
Piaciute ! Anzi, al momento sono quelle che mi hanno dato le soddisfazioni maggiori sia al palato sia per la libertà di abbinarle con pressoché qualsiasi cosa, dalla confettura di mirtilli al pesto di cavolo nero. Siccome quest'ultimo era finito, abbiamo optato per un hummus con carote e curry, mentre quella che ha fatto da dessert è stata irrorata con sciroppo d'acero.
Kat

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09 marzo 2014

Noodles svuotafrigo


Stasera non avevo proprio voglia di cucinare, ma in frigo c'erano tre zucchine che imploravano pietà.
Quindi? Quindi cosina veloce e sfiziosa!

  • 1 confezione di noodles istantanei
  • 3 zucchine
  • un pezzetto di porro (oppure una cipolla piccola)
  • olio evo
  • zenzero in polvere (o fresco, se l'avete)
  • semi di sesamo
  • curry
  • sale

Ho messo nel padellone saltapasta un pizzico di semi di sesamo e un paio di cucchiai di olio evo. Ho scaldato appena l'olio e spento il gas.
Mentre quei due si scambiavano opinioni e sapori, ho spaghettato le zucchine con l'apposito attrezzo e affettato un pezzetto di porro.
Messo su l'acqua per i noodles e riacceso il gas sotto il padellone, ho iniziato a saltare rapidamente prima il porro da solo poi insieme alle zucchine.
Non devono cuocersi molto, è meglio se rimangono un po' al dente. Ho insaporito con una generosa dose di zenzero in polvere (quello fresco non c'era, mannaggia) e un pizzico di sale.
Nel frattempo l'acqua aveva levato il bollore e ho messo a cuocere i noodles.  3 minuti e ho scolato.
Ho messo un po' d'olio nel pentolino dove avevo cotto i noodles e li ho fatti saltare rapidamente per asciugarli bene. Ci voleva la salsa di soia, ma... esssì: finita anche quella! :(
Infine ho versato i noodles nella padella con le zucchine, aggiunto un cucchiaione di curry e mescolato il tutto, facendo saltare ancora per qualche istante.
Nel piatto e gnam!

Giuro: ho impiegato meno tempo a prepararli e mangiarli che a raccontarli, ma buonibuoni! :)

Patt

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Buongiorrrrno!


Miao a tutti!
Quella sfaticata dell'umana non si fa viva da un po' su queste pagine, ma adesso ci penso io!
Mi presento: sono Camillo.
Sono stato portato qui una decina di giorni fa. Hanno detto che i miei umani sono volati sul Ponte e che nessuno più mi voleva. Io non capisco, qualcuno mi spiega perché è successo?
Vabè, sono qua. La casa non è malaccio, questi umani mi trattano bene, l'unico problema è che io sono abituato a essere Gatto Unico e qui ci sono altri pelosi. Due di loro sono sopportabili, dormono sempre e non disturbano, ma ci sono due bestiacce tigrate che mi soffiano sempre. Io rispondo, eh! Rugno benissimo, sono bravo!
Vi terrò aggiornati sui prossimi sviluppi.
Buona domenica! ^^


Patt (sotto dettatura di Camillo)

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